Fobie

Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole di oggetti o situazioni, presenti o attesi. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole. L’esposizione determina quasi costantemente una risposta ansiosa, che può prendere forma di un attacco di panico situazionale o sensibile alla situazione. L’individuo mette in atto condotte di evitamento nei confronti di oggetti o situazioni e/o li sopporta con marcato disagio e/o richiede la presenza di un’altra persona o di un oggetto per affrontare la situazione fobica. Le f. possono estendersi, limitando sempre più la libertà e l’autonomia dell’individuo. Nella f. specifica l’oggetto della f. consiste in oggetti o situazioni specifici e caratteristici. Si distingue in diversi tipi, a seconda della natura dell’oggetto fobico. Secondo il DSM-IV-R i tipi di f. specifica sono riferibili a: animali, ambiente naturale (ad es.: altezze, temporali, acqua), sangue-iniezioni-ferite, situazionale (ad es., aeroplani, ascensori, luoghi chiusi), altro tipo. La f. specifica è un disturbo comune nella popolazione generale, soprattutto nell’infanzia. La maggior parte delle persone con f. specifiche riesce a convivere con il proprio disturbo e infrequenti sono complicanze quali depressione o abuso di sostanze. Nella f. sociale la paura è relativa a una o più situazioni sociali o prestazioni in cui la persona venga esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. In queste situazioni, l’individuo teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante o imbarazzante. La f. sociale viene definita generalizzata se le paure sono riferite alla maggior parte delle situazioni sociali. Sono esempi di situazioni il parlare a persone autorevoli, partecipare a un ricevimento, avvicinare persone di sesso opposto. Sono esempi di prestazioni: telefonare in pubblico, mangiare o bere in locali pubblici, parlare in pubblico, a un convegno o sostenere un esame. Se non curata, tende ad assumere un decorso cronico e invalidante e si può complicare, in particolare, con abuso di sostanze e depressione. L’agorafobia, nella classificazione del DSM-IV-R, ha il significato di ansia relativa a luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico inaspettato o sensibile alla situazione, o di sintomi tipo panico. I timori agorafobici riguardano di norma situazioni caratteristiche, che includono l’essere in mezzo alla folla o in coda; l’essere su un ponte e il viaggiare in autobus, treno o automobile. Ne consegue disagio o evitamento, ansia di avere un attacco di panico o richiesta della presenza di un compagno. L’ansia e l’evitamento non sono meglio giustificati dalla presenza di f. specifica e sociale e da altri disturbi mentali. L’agorafobia può associarsi al disturbo di panico o, più raramente, essere presente indipendentemente da questo.